OpenAI porta la sua AI dentro Chrome: costa 100 dollari al mese e Safari resta fuori
OpenAI porta Codex direttamente in Chrome: 4 milioni di utenti, e adesso lavora dentro il browser.
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OpenAI ha lanciato oggi un’estensione ufficiale per Chrome che porta il suo agente AI Codex direttamente nel browser, senza occupare lo schermo dell’utente. Non è un aggiornamento minore: è il segnale che OpenAI sta costruendo qualcosa di molto più ambizioso di un semplice assistente da tastiera.
Cosa fa davvero l’estensione Codex per Chrome
L’estensione si installa dal menu Codex Plugins e da quel momento Codex può operare sul browser in parallelo mentre tu continui a lavorare. Può aprire tab, leggere il contesto tra più pagine aperte, usare i DevTools di Chrome per fare debug, e testare web app direttamente nell’ambiente reale.
Il punto chiave, secondo OpenAI, è che questa estensione nasce da un’osservazione concreta: dopo il lancio di Computer Use nell’app desktop di Codex, si è scoperto che la stragrande maggioranza dei flussi di lavoro avviene nel browser. L’agente già controllava il desktop con un cursore proprio, ma il browser era il collo di bottiglia.
📌 Da sapere: Codex è l’agente AI di OpenAI pensato per scrivere, testare e correggere codice in autonomia. È integrato in ChatGPT ed è il diretto concorrente di Claude Code di Anthropic.
Non va confuso con il vecchio modello Codex per la generazione di codice, ormai dismesso.
4 milioni di utenti e un prezzo da 100 dollari al mese
OpenAI ha dichiarato a MacRumors che Codex conta oggi oltre 4 milioni di utenti settimanali attivi, un aumento di 8 volte dall’inizio del 2026. Sono numeri che fanno capire perché l’azienda stia investendo così tanto su questo prodotto.
Ad aprile OpenAI ha introdotto un piano Pro da 100 dollari al mese dedicato a chi fa sessioni intensive con Codex, con 5 volte più utilizzo rispetto al piano Plus da 20 dollari. L’estensione Chrome è esattamente questo: un modo per rendere quelle sessioni più veloci e utili per chi lavora principalmente nel browser, dove plugin e API classiche non arrivano.
Chrome sì, Safari no: una scelta che dice molto
💡 L’analisi: OpenAI ha scelto Chrome come prima piattaforma non per caso: con oltre il 65% di quota globale dei browser, è dove vive la maggior parte degli sviluppatori web. Ma l’assenza di Safari è un segnale preciso: integrare Codex in Safari richiederebbe accordi con Apple, e al momento OpenAI non sembra interessata a quella trattativa.
Nei commenti alla notizia originale qualcuno chiede già perché non esiste ancora una versione per Safari. La risposta pratica è che l’ecosistema di estensioni Safari ha regole più stringenti e una base di sviluppatori più ridotta.
OpenAI va dove c’è il volume, e il volume è su Chrome.
Dal mio punto di vista, quello che sta costruendo OpenAI è un agente che non vive più solo in una finestra di chat, ma si infiltra negli strumenti che usi ogni giorno. Vale la pena tenere d’occhio come si evolve l’integrazione di AI in Chrome anche lato Google, perché la competizione su questo terreno si sta facendo seria.
Se sei uno sviluppatore che usa già ChatGPT Pro, questa estensione è probabilmente la cosa più utile che OpenAI ha rilasciato negli ultimi mesi. Se sei un utente normale, per ora non cambia niente, ma la direzione è chiara: l’AI vuole diventare il layer sopra tutto ciò che fai nel browser.
Stay tech 🦾




