La risposta rapida: dipende da cosa hai. Su iPhone con iOS 26 la registrazione è nativa e gratuita. Su Android dipende dal produttore e dalla versione del sistema operativo, ma molti dispositivi la supportano già senza app aggiuntive. In tutti gli altri casi esistono app affidabili che funzionano, con qualche compromesso.
Prima di tutto, una cosa importante da sapere sul fronte legale.
Registrare chiamate è legale in Italia?
Sì, con una condizione: devi essere parte della conversazione. In Italia, registrare una chiamata a cui partecipi tu stesso è legale senza necessità di avvisare l’interlocutore, a meno che la registrazione non venga poi usata in modo illecito (diffamazione, ricatto, ecc.).
Se invece registri una conversazione tra terze parti a cui non partecipi, entri nel territorio delle intercettazioni abusive, che è tutt’altra storia. Per uso personale, professionale o come promemoria, registrare le proprie chiamate è perfettamente lecito. Per qualsiasi dubbio su come gestire dati personali in modo corretto, vale la pena leggere la nostra guida alla sicurezza informatica e privacy.
iPhone con iOS 26: la registrazione nativa (finalmente)
Con iOS 26, rilasciato ad autunno 2025, Apple ha introdotto la registrazione delle chiamate direttamente nell’app Telefono, senza installare nulla. La funzione è accessibile dal Centro di Controllo e funziona su tutti gli iPhone compatibili con iOS 26, ovvero dall’iPhone 11 in poi.
Come si attiva e si usa:
- Apri il Centro di Controllo (scorri dall’angolo in alto a destra su iPhone con Face ID).
- Tocca il pulsante Acquisizione locale (se non lo vedi, aggiungilo da Impostazioni > Centro di Controllo).
- Avvia o ricevi la chiamata: la registrazione parte automaticamente.
- Entrambi i partecipanti sentono un avviso audio. Non è disattivabile.
- Al termine della chiamata, la registrazione viene salvata nella cartella Download, oppure in Memo Vocali o Note a seconda di come hai configurato il Centro di Controllo.
- Se hai Apple Intelligence attiva (iPhone 15 Pro e successivi), puoi generare anche una trascrizione automatica.
⚠️ Disponibilità in Italia: Apple limita la funzione ad alcune regioni e lingue. La disponibilità in Italia va verificata sulla pagina ufficiale Apple (support.apple.com/it-it/guide/iphone) prima di pubblicare.
Il vantaggio principale rispetto alle vecchie soluzioni di terze parti è che tutto rimane nell’ecosistema Apple: nessun account esterno, nessun dato che passa per server terzi. Per chi usa FaceTime audio, la stessa funzione di registrazione è disponibile anche lì.
Se il tuo iPhone non supporta iOS 26 o la funzione non è disponibile nel tuo paese, vai alla sezione sulle app di terze parti più avanti in questa guida.
Android: tutto dipende dal tuo produttore
Android non ha una soluzione universale per la registrazione delle chiamate, perché Google ha lasciato questa decisione ai produttori. Il risultato è una situazione frammentata, ma non così complicata come sembra.
Samsung (One UI 5 e successivi)
Sui Galaxy moderni la funzione c’è ed è semplice da trovare. Durante una chiamata, compare il pulsante Registra direttamente nella schermata della chiamata. Le registrazioni vengono salvate nell’app Registratore vocale. Se non vedi il pulsante, vai in Telefono > Impostazioni > Impostazioni chiamate > Registrazione chiamate e verifica che sia attiva.
Google Pixel (Android 9 e successivi)
Sui Pixel, l’app Telefono di Google include la registrazione nativa. Tocca il pulsante Registra durante la chiamata. Anche qui entrambe le parti vengono avvisate automaticamente. Le registrazioni finiscono nell’app Telefono, sezione Registrazioni recenti.
Xiaomi, OPPO, OnePlus e altri
La maggior parte dei produttori di fascia media e alta include la registrazione delle chiamate nelle proprie personalizzazioni di Android. Cerca il pulsante Registra durante una chiamata attiva o vai nelle impostazioni dell’app Telefono. Se non c’è, la soluzione è un’app di terze parti.
Android stock o dispositivi senza funzione nativa
Su alcuni dispositivi con Android puro o versioni più vecchie, la registrazione nativa non esiste. In questo caso la soluzione migliore è Cube ACR, descritta nella sezione successiva.
App di terze parti: quando servono e quali scegliere
Se il tuo iPhone non supporta iOS 26 o la funzione non è disponibile nel tuo paese, oppure hai un Android senza registrazione nativa, devi appoggiarti a un’app. Il mercato è pieno di opzioni, molte delle quali aggressive nei prezzi o nelle pratiche commerciali. Ecco quelle che funzionano davvero.
Cube ACR (Android, gratuita con limitazioni)
La migliore opzione gratuita per Android. Una volta installata, registra automaticamente le chiamate in entrata e in uscita senza che tu debba fare nulla durante la chiamata stessa. Funziona anche con WhatsApp, Telegram e altre app VoIP, anche se la compatibilità VoIP varia a seconda del dispositivo per via delle limitazioni di Android.
La versione gratuita ha un limite di archiviazione, la versione Pro (circa 4 euro una tantum) lo rimuove. Nessun abbonamento.
TapeACall (iPhone, a pagamento)
Il punto di riferimento storico per iOS, ancora valido se la registrazione nativa di iOS 26 non è disponibile nel tuo paese. Il meccanismo è quello della chiamata a tre vie: l’app si unisce alla tua chiamata come terzo partecipante e registra da lì. Funziona, ma richiede che il tuo operatore supporti le conferenze a tre. Costa circa 11 euro all’anno nella versione Pro, con prova gratuita di 7 giorni.
Con iOS 26 e la registrazione nativa disponibile, TapeACall ha perso buona parte della sua ragion d’essere per chi può usarla. Vale ancora la pena se la funzione nativa non è attiva nel tuo paese o se vuoi funzioni avanzate di trascrizione.
Cosa evitare
Il Play Store e l’App Store sono pieni di app che si presentano come “registratore di chiamate gratis” e poi richiedono 10 euro a settimana dopo tre secondi di utilizzo.
Come regola generale: se non hai mai sentito il nome dello sviluppatore e l’app promette tutto gratis con stelle ovunque, diffida. La stessa logica che applichi quando scegli un antivirus gratuito: i prodotti sconosciuti con promesse esagerate quasi sempre deludono o peggio.
Registrare chiamate WhatsApp, Telegram e altre app VoIP
Questo è il caso più complicato perché le app di messaggistica usano canali audio separati dalla telefonia classica, e le restrizioni variano per sistema operativo.
Su Android: Cube ACR supporta la registrazione delle chiamate WhatsApp su molti dispositivi, ma non su tutti: dipende dal modello e dalla versione di Android. L’unico modo per saperlo con certezza è provare.
Su iPhone: la funzione nativa di iOS 26 registra le chiamate telefoniche tradizionali e FaceTime audio, ma non le chiamate WhatsApp o Telegram. Per queste, l’unica opzione pratica rimane un secondo dispositivo in vivavoce.
Se usi spesso WhatsApp dal computer, tieni presente che WhatsApp Web non offre funzioni di registrazione native, ma puoi usare il registratore di sistema del PC per catturare l’audio delle chiamate via browser.
Riepilogo: cosa usare in base al tuo dispositivo
iPhone con iOS 26 (funzione disponibile nel tuo paese): registrazione nativa dal Centro di Controllo, gratuita. La scelta più semplice.
iPhone senza accesso alla funzione nativa: TapeACall Pro (circa 11 euro/anno) o equivalente con sistema a tre vie.
Samsung Galaxy, Google Pixel e la maggior parte degli Android recenti: funzione nativa nell’app Telefono, cerca il pulsante Registra durante la chiamata.
Android senza funzione nativa: Cube ACR, gratuita con limitazioni o Pro a circa 4 euro una tantum.
Chiamate WhatsApp/Telegram su Android: Cube ACR (compatibilità variabile per dispositivo).
Chiamate WhatsApp/Telegram su iPhone: secondo dispositivo in vivavoce o nessuna soluzione pratica integrata.
Domande frequenti
La registrazione avvisa automaticamente l’altro interlocutore?
Dipende dal metodo. Con iOS 26 sì, sempre: un avviso audio viene riprodotto a entrambe le parti e non può essere disattivato. Su Android con funzione nativa, nella maggior parte dei casi sì. Con Cube ACR e TapeACall, dipende dalle impostazioni dell’app. In Italia l’avviso non è obbligatorio per legge se sei parte della conversazione, ma è buona pratica nel contesto professionale.
Le registrazioni vengono sincronizzate su cloud?
Con iOS 26 le registrazioni vengono salvate in Download, Memo Vocali o Note, che si sincronizzano con iCloud se attivo. Su Android dipende dall’app e dal dispositivo. Cube ACR salva localmente per impostazione predefinita. Tieni presente che le registrazioni delle chiamate possono contenere informazioni sensibili: gestiscile con lo stesso criterio con cui gestiresti un gestore di password.
Posso trascrivere automaticamente le chiamate registrate?
Con iOS 26 e Apple Intelligence attiva (iPhone 15 Pro e successivi) sì, in modo nativo. Su Android, Google Pixel offre una funzione simile attraverso l’app Telefono di Google. Cube ACR nella versione Pro si integra con servizi di trascrizione esterni. TapeACall Pro include la trascrizione come funzione premium.
Funziona anche su tablet?
Su iPad con iOS 26 la registrazione nativa è disponibile per le chiamate FaceTime audio. Le chiamate telefoniche tradizionali non esistono su iPad (salvo il reindirizzamento da iPhone), quindi il contesto d’uso è diverso. Su tablet Android vale la stessa logica dei telefoni: dipende dal produttore.
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