Nelle ultime settimane, utenti di tutto il mondo hanno accusato Apple di aver cancellato intere città del Libano meridionale da Apple Maps. La realtà, secondo Cupertino, è diversa: quelle località non sarebbero mai state presenti sul servizio.
Cosa hanno visto gli utenti su Apple Maps
Tutto parte da screenshot circolati su X e altri social: nelle immagini, alcune aree del Libano meridionale risultano prive di etichette, come se fossero state ripulite. I nomi di Bint Jbeil, Aita Ash-Shaab, Naqoura e Maroun El Ras sembrano assenti o quasi invisibili, specialmente rispetto a quanto mostrano servizi concorrenti come Google Maps.
Ho controllato personalmente alcune di queste zone su Apple Maps e devo dire che l’impressione è quella di una mappa semi-vuota: le strade ci sono, qualche pin di attività locale compare dopo lo zoom, ma il nome della città in sé non appare con la stessa chiarezza. È un’esperienza frustrante, a prescindere dalle cause.
⚠️ Attenzione: La polemica è emersa nel pieno del conflitto in corso nel Libano meridionale, con sfollamenti di massa e continui avvisi di evacuazione. In questo contesto, la visibilità geografica online non è una questione astratta: per molte persone significa sapere dove si trovano o dove andare.
La risposta di Apple e il punto della situazione reale
Apple ha risposto in modo netto: le città in questione non sono mai state presenti su Maps con la stessa granularità di altre aree, non sono state rimosse di recente. Wired Middle East ha verificato la situazione sul campo e ha confermato che effettivamente Bint Jbeil e altre località mancano di etichette topografiche anche dopo lo zoom massimo.
Compaiono invece ristoranti, centri estetici e qualche nome di strada.
Questo mi fa pensare a un problema storico di copertura, non a una censura attiva. Apple Maps ha sempre avuto lacune geografiche enormi rispetto a Google Maps, specialmente in aree del Medio Oriente, Africa e alcune zone del Sud America.
Il fatto che la mancanza emerga ora, in un momento politicamente esplosivo, ha amplificato tutto. Vale la pena ricordare che già in passato la questione di come Apple gestisce i dati delle mappe ha sollevato polemiche, come nel caso di iOS 26.5 porta la pubblicità su Apple Maps: cosa cambia per gli utenti più attenti alla privacy.
Apple Maps e la politica: un problema più grande di quanto sembri
Il nodo vero è che Apple Maps non è solo un’app di navigazione: è uno strumento che milioni di persone usano ogni giorno per orientarsi, verificare l’esistenza di un luogo, capire la geografia di un territorio in crisi. Quando una città non compare, indipendentemente dal motivo, il messaggio percepito è che quel posto non esiste.
E in un conflitto attivo, questo ha un peso enorme.
Non è la prima volta che Apple si trova al centro di accuse legate alla gestione politica dei suoi servizi. Parliamo di un’azienda già finita nei guai dopo essere stata accusata di scraping illegale per l’AI, e che in generale ha un rapporto complicato con la trasparenza sui propri algoritmi.
La mia lettura è chiara: Apple ha un gap di dati reale su certe regioni del mondo, e questo gap non è neutro. Scegliere quali zone mappare bene e quali lasciare in bianco è comunque una scelta, anche se non dichiarata come tale.
Sarebbe onesto ammetterlo, invece di nascondersi dietro un “non le abbiamo mai avute”.
Stay tech 🦾

